Sgarbi
Lucio Diodati tende a occupare lo spazio della tela con la pienezza delle volumetrie cromatiche, che delineano sinteticamente i corpi in tasselli geometrici di taglio quasi cubista. La sua visione è fortemente soggettiva e penetra all’interno dei visi, oltre gli sguardi, a scrutare una realtà di cui sembra prendersi gioco.
Levi
Lucio Diodati cerca uno stretto rapporto fra tecnica e contenuto, creando in ogni composizione un'atmosfera evanescente che con la sua manualità pittorica rende originale e riconoscibile. Il suo procedere va collocato nell'ambito di una narrazione pittorica, ben lontana dalla satira, dove la cronaca è squisitamente allusiva , o semplicemente testimone di avvenimenti umani innocenti. Le fattezze delle sue donne esprimono in molte occasioni compositive, la felicità di situazioni rasserenanti.
Santoro
...giovani donne dagli occhi sognanti. Il taglio degli occhi, i dettagli del collo, le bocche flessuose rimandano al Botticelli e a Piero della Francesca, più che ad un fin troppo ovvio Modigliani.
Renzi
Nell'immaginario mondo di Diodati il carabiniere, il domatore Arturo, il Conte e il bagnino Carletto affascinano per la loro discrezione, per il loro esserci e non esserci, Arlecchino ci intriga, rapisce il nostro sguardo con le sue macchie di colore ma soprattutto con la sua maschera, il mistero. Per la prima volta Diodati nasconde il volto di un suo personaggio rendendoci complici di un gioco misterioso. La donna appare tranquilla, provocante al cospetto di un personaggio che non sappiamo se essere uomo o donna, amante o amico. Figura che racchiude il segreto di un'arte che ci entra dentro permettendoci di fingere ed essere noi stessi dietro quella maschera, di poter vivere negli spazi infiti e luccicanti dell'arte.
Corrado
Una galleria di figure prevalentemente al femminile a caratterizzare, quasi come un marchio di riconoscimento, la pittura di Lucio Diodati. E' una femminilità serena, quella che traspare dalle sue immagini, anche se non di rado, in quelle figure longilinee dalla geometrizzante ma pur carnosa struttura verticale, dai lunghi colli alla Modigliani, è dato cogliere un che di misterioso. Galleria di volti e di figure che ha la capacità di avvincere con la sola esclusiva forza di immagini significativamente legate all'eterno femminino.
Chieffi
Il Diodati-Arlecchino, ci ricorda vagamente il Cherubino mozartiano, aggirantesi tra innumerevoli donne diverse, in paesaggi solari, scherzosi, vacanzieri trasformandosi, a volte anche in carabiniere, per meglio sorvegliare le sue donne ora sensuali, ora feline, ora malinconiche, ora altezzose. Pittura da gustare come in un nembo radioso, tutti i corpi in parata, voluttuosi, índomiti, estenuati delle infinite donne di questa festa d'amore che è l'arte di Diodati. La sua Donna, sia essa romantica, classica, mistica, prosaica, avventuriera o borghese, commenta i fatti del mondo e della vita, lancia il suo messaggio che riguarda le verità eterne dell'uomo, scavando nel sentìmento universale, l'amore, che va oltre il contingente dì ombre e segni.